Io Vorrei, Non Vorrei…Ma Se Vuoi…

Ho come l’impressione che di notte si pensi puù forte. Di notte i pensieri ti si schiantano contro il petto come le onde fanno con gli scogli quando il mare è mosso, con quella stessa violenza e rabbia.

Forse perchè, di notte, tutti quei pensieri che di giorno non abbiamo il coraggio di fare, con il buio e il silenzio, è come se non potessero essere visiti o scoperti da nessuno. Così,di notte, il marito si sorprende a pensare a tutti i modi in cui si scoperebbe la segretaria; la madre dei figli pensa a come sarebbe se domani, all’alba, prendesse il primo volo per le Barbados e sparisse nel nulla; il classico ragazzo testa di cazzo pensa che questa, forse, potrebbe essere quella giusta; l’adolescente pensa che la sua vita è una merda, che nessuno lo potrà mai capire e sogna di mondi lontani; io, invece, penso a lui.

Lo penso così forte che mi sembra di poter sentire il suo profumo.

Sono tutti pensieri sconvenienti, impuri, quasi sbegliati, di quelli che non si dovrebbero fare.

Pensare di tornare con la persona con cui ho condiviso sei anni della mia vita è uno di quei pensieri che posso permettermi solo di notte, quando l’oscurità può avvolgerlo e tenerlo segreto. Ma è come se io accendessi una torcia sotto le coperte e lo illuminassi…Per poterlo vedere da vicino, osservarne ogni dettaglio per tornare poi a custodirlo gelosamente dentro di me quando torna la luce del sole.

Io vorrei, non vorrei…Ma se vuoi…

Sono incastrata tra mille dubbi, mille paure e un istinto primordiale che mi spinge a saltare nel vuoto. Ma di notte, di notte…Di notte posso permettermi di immaginare quello che gli direi se decidessi di fare quel salto…Gli direi che quando lui sorride io scoppio di felicità; che quando mi abbraccia, non lo fa mai abbastanza forte; che quando ci diamo, ogni tanto, quei baci nascosti dal mondo, vorrei che non finissero mai perchè quelle sono le labbra più morbide e calde che io abbia mai assaggiato; gli direi che ho voglia di fare l’amore con lui, ogni giorno, ogni minuto penso alla sua pelle e a quanto vorrei poterla toccare; che quando c’è lui riesco a respirare a pieni polmoni; che lo vedo come mi guarda e che non può dirmi che per lui è tutto finito; che anche lui sa che abbiamo ancora tante cose da scoprire insieme, posti da vedere, ricordi da creare, momenti da vivere.

Gli direi che ho paura quanto lui che si possa frantumare tutto di nuovo; che l’idea che possa non funzionare ancora una volta, mi toglie il fiato ma che è più forte la paura che tutto quello che sento resti lì, a morire sul ciglio della strada, senza che nessuno faccia niente, senza che nessuno se ne accorga, senza che lui se ne accorga.

Tu chiamale, se vuoi, emozioni.

Io, però, lo chiamo amore.

 

L.

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Meglio aggiungere vita ai giorni che giorni alla vita.
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